Esiste un legame fra vitiligine e malattie tiroidee?

Esiste un legame fra vitiligine e malattie tiroidee?

La risposta è sì, un legame esiste, e chi soffre di vitiligine dovrebbe tenere sotto controllo la tiroide con indagini frequenti.
La vitiligine è una malattia complessa e multifattoriale le cui cause sono ancora in larga parte sconosciute; l’ipotesi più accreditata è quella della risposta autoimmune che causa l’attacco e la distruzione dei melanociti nelle aree colpite. In questo contesto, negli ultimi anni, studi di associazione fra vitiligine e altre patologie autoimmunitarie hanno evidenziato un legame chiaro con altre malattie, in particolare con le malattie autoimmuni della tiroide (AIT) come la tiroidite di Hashimoto e la malattia di Graves. Sicuramente esiste una predisposizione genetica comune per la vitiligine e le tiroiditi autoimmuni, infatti sono state identificate fino ad ora 10 regioni anomale sul DNA presenti in entrambe le patologie, ma è molto probabile che la componente genetica sia soltanto uno dei fattori che predispongono ad entrambe le malattie e altri fattori di stress ambientale sono sicuramente coinvolti. Purtroppo la ricerca non ha ancora chiarito in larga parte questi meccanismi, ma la statistica ci fornisce alcuni dati sulla probabilità di avere una malattia tiroidea se si è affetti da vitiligine. Chi ha la vitiligine ha una probabilità 2,5 volte più alta rispetto a chi non ne soffre, e il rischio aumenta con l’età. La frequenza di tiroiditi autoimmuni nei malati di vitiligine è circa del 15% e si riscontra una positività ai auto-anticorpi anti-tiroide nel 21 % dei casi. D’altro canto chi soffre di AIT si ammala anche di vitiligine soltanto nel 3-7% dei casi, a suggerire un nesso di causalità fra vitiligine e AIT piuttosto che viceversa. In base a questi dati, i medici consigliano ai pazienti affetti di vitiligine di effettuare lo screening degli auto-anticorpi anti-tiroide con una certa frequenza, allo scopo di diagnosticare precocemente eventuali tiroiditi che potrebbero non essersi ancora manifestate.

Fonte:
Autori: Baldini E. et al; ​Rivista: Frontiers in Endocrinology​; ​Anno di pubblicazione: 2017 https://doi.org/10.3389/fendo.2017.00290

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